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Fiducia al Governo Letta, la conta finale ed il colpo di scena di Berlusconi.

E’ stata una notte drammatica per il PDL quella appena trascorsa. Dopo lo scontro feroce, in diretta su Rai3 tra il direttore del Giornale, Alessandro Sallusti, già compagno di Daniela Santanché e Fabrizio Cicchitto, da sempre portavoce di Forza Italia e PDL, attaccato frontalmente e senza mezzi termini come traditore e vigliacco. Uno scambio feroce di accuse che risucchia gran parte dell’attenzione su come, per la prima volta dopo 20 anni, metà del partito di Silvio Berlusconi gli si rivolta contro. Risolvere tutto con nuove elezioni, come è già successo per ben 5 volte, non è più possibile, a causa di una legge elettorale in odore di incostituzionalità e soprattutto, sulla considerazione politica che la fine di un governo di scopo come quello di Enrico Letta, capace di mettere insieme i due partiti opposti, deve prima sistemare alcune cose nel paese, prima di potersi congedare. Tra queste, fare chiarezza sulle rate dell’IMU da qui a fine anno, la scrittura della Service Tax per il 2014, l’abbassamento dell’IVA e una norma che regolarizzi le tre aliquote, un piano concreto per l’occupazione, la riforma dell’architettura costituzionale per dimezzare il numero dei parlamentari, una legge sul finanziamento ai partiti e solo alla fine, una nuova legge elettorale.

Tutte cose che un governo dimissionario non può fare, compresa la legge di stabilità da licenziare, per usare un termine tecnico, entro fine ottobre. Su questi argomenti Enrico Letta impegnerà i senatori prima e i deputati (probabilmente) dopo a rinnovargli la fiducia, portando la vita dell’esecutivo anche oltre il 2014, anno delle elezioni europee e del semestre di presidenza dell’Unione Europea, fino al 2015. Tutto ancora da decidere e da dimostrare con i numeri alla mano.

Questa notte il tentativo di mediazione tra Alfano e Berlusconi è definitivamente naufragato, con Denis Verdini che ha rastrellato uno per uno i possibili “traditori” avviando una conta interna mentre alla redazione de Il Giornale, si preparano i dossier da spiattellare nei giorni a venire sui vizi privati dei senatori e dei deputati pronti ad abbandonare Silvio Berlusconi. La cosa più inquietante è che lo stesso gruppo di scissionisti traditori sembra pronto a votare la fiducia a Letta oggi e votare contro la decadenza di Berlusconi. Quello che falchi e Cavaliere non concepiscono è che possa esserci qualcosa di più importante della salvezza di un singolo uomo, quale la tenuta di un intero paese.

Alla fine, il colpo di scena finale. Berlusconi decide di votare la fiducia a Letta, dimostrando di avere apprezzato l’opera del suo segretario. A questo punto sembra anche rientrare la paventata scissione a Camera e Senato, con il gruppo “I Popolari” che potrebbe non vedere mai la luce. Venerdì 4 ottobre tutto il PDL sarà compatto contro la decadenza


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