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Rapito il premier libico a Tripoli per 6 ore, ancora troppe incongruenze

Proprio ieri parlavamo del fallito blitz in Somalia dei Navy Seals e del contemporaneo successo, proprio in Libia, del blitz teso a smantellare la cellula di Al Qaeda che dopo aver provato a saldarsi con i movimenti di ribellione contro Gheddafi, era arrivata a sostenere gli ex lealisti del colonnello. Questa mattina a Tripoli, la rappresaglia: un gruppo che si definisce di ex ribelli, è riuscito a rapire il premier Zeidan, trascinandolo in una località al momento non nota e diffondendo una foto.

La situazione √® costantemente sotto controllo, il nostro ministro della difesa Mauro ha convocato una riunione di emergenza e avviato un’unit√† di crisi pronta ad ogni evenienza. Il paese non √® mai riuscito a riavviare appieno la produzione e l’esportazione dei milioni di barili che era in grado di garantire durante il regime di Gheddafi, bloccato e paralizzato dal processo di riappacificazione e schiacciato da una crisi economica strisciante.

L’incertezza della gestione politica ha avuto pesantissime ripercussioni anche per il rispetto degli accordi internazionali per il controllo ed il pattugliamento delle coste libiche per ridurre i flussi migratori, mentre bande di ex ribelli sono riuscite a tornare in libert√† a causa di una maxi evasione nei mesi scorsi. In Libia si parla di “arresto”, un termine alquanto ambiguo se consideriamo che il rapimento del premier, seppur ad interim in vista di elezioni libere, √® un atto di ribellione e disconoscimento dell’attuale governo in carica.

Non √® dato sapere se i Navy Seals sono pronti a tornare in campo se richiesto, di certo nello scenario peggiore, l’uccisione del successore di Gheddafi, sostenuto dai nemici del colonnello libico, innescherebbe una nuova spirale di caos e violenza difficile da arginare e tenere confinata solo alla Libia. Ad est gli scontri in Sinai, al confine tra Egitto ed Israele, a due passi dal Canale di Suez, sono diventati ogni giorno pi√Ļ violenti ed il colloquio tra l’attuale presidente ad interim egiziano e la famiglia reale saudita che ha finanziato la caduta di Morsi, serviranno a determinare un nuovo assetto geo-politico per tutto il nord Africa.

Dopo 6 ore dal rapimento, il presidente ad interim √® stato liberato da un blitz dopo che Zeidan si era intrattenuto a colloquio con l’estremista islamico catturato dai Navy Seals qualche giorno prima. Una decisione che a quanto pare ha scatenato l’ira di una milizia armata che ha sequestrato il presidente Zeidan, con un presunto mandato di cattura. Una situazione paradossale che √® destinata a districarsi nei giorni a seguire, dato che non √® chiaro chi controlla la Libia e quali tensioni lo attraversano.

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