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E’ confermato, anche Yasser Arafat assassinato. Storia di una pace distrutta

Il sospetto che ha aleggiato troppo a lungo sulla morte di Yasser Arafat è diventato finalmente un fatto storico, acclarato e dimostrato dalla perizia sui resti del defunto leader dell’OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina). Ad uno ad uno, i protagonisti di un accordo storico che per la prima volta nella storia avrebbe potuto mettere fine al conflitto più sanguinoso e feroce dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, sono stati uccisi o fatti fuori politicamente. 

Yitzhak Rabin è stato il primo capo di stato israeliano ad essere nato su suolo israeliano, proprio a Gerusalemme, la città più contesa della storia dell’uomo. Rabin fu uno dei costruttori dell’esercito israeliano, una delle macchine da guerra più letali ed efficienti al mondo, armate che non hanno ancora conosciuto la sconfitta e fu uno dei principali costruttori dell’asse tra Israele e gli USA durante il suo periodo da ambasciatore dopo il 1968.

Acerrimo rivale di Shimon Peres, attuale presidente israeliano dal 2007, Rabin è stato un abile stratega e ideatore di uno dei più spettacolari blitz della storia per liberare degli ostaggi israeliani dirottati da Parigi fino in Uganda, definito dai suoi “Mister Sicurezza”. Dopo varie vicissitudini politiche e personali, compreso uno scandalo che coinvolgeva la moglie e lo costrinse a tenersi alla larga da incarichi istituzionali, nel 1992 il partito laburista torna a puntare su di lui, portandolo a diventare Primo Ministro e Ministro della Difesa.

Fu allora che iniziarono in gran segreto trattative con il nemico storico, con il portavoce dei palestinesi. Proprio quel Yasser Arafat, emerso dopo quasi 30 anni di attività tra organizzazioni di resistenza militare palestinese e numerose azioni al limite tra l’azione terroristica e quella puramente diplomatica, grazie alla sua capacità di tessere relazioni con tutto il mondo arabo, specialmente con i Fratelli Musulmani in Egitto, dove presta servizio militare durante la crisi di Suez del 1956. Nel 1989, superando anche le resistenze della Lega Araba che non lo voleva a capo dell’OLP, riesce a costituire il primo nucleo di un governo palestinese indipendente, facendosi nominare presidente.

Proprio il 13 dicembre 1989 nasce l’idea di due stati, quello di Israele e Palestina, ugualmente riconosciute e valide, un’idea lanciata dagli USA alla vigilia della Guerra del Golfo. Nonostante sali e scendi, nel 1993 vengono firmati gli accordi di Oslo, con gli USA guidati da Bill Clinton a benedire l’intesa che per la prima volta, sanciva da parte dei Palestinesi il diritto ad esistere di Israele come stato ed il diritto e l’autogoverno dei Palestinesi della Striscia di Gaza e della Cisgiordania. Un primo, storico passo verso una pacificazione del conflitto che è stata brutalmente stoppata.

Il primo ad essere colpito fu Mister Sicurezza, Yitzhak Rabin fu assassinato dopo un comizio sulla pace da Ygal Amir, su mandato di uno dei gruppi più occulti e pericolosi tra i sionisti, in grado di manovrare la Qabbalah per stoppare qualsiasi cosa possa nuocere alla causa sionista. Chiedete ad Ariel Sharon, falco dell’ala di estrema destra ridotto ad un vegetale non appena ha cominciato a parlare di accordi con i palestinesi...

Bill Clinton è stato fatto fuori politicamente, con un’accusa di molestie sessuali tra le più infamanti di tutti i tempi, in grado di uccidere politicamente il presidente statunitense che ha avviato quel processo di pace che ancora oggi stenta a decollare e che dovrebbe portare due popoli ad avere due stati. Oggi siamo in grado di dire che Yasser Arafat è stato assassinato con polonio radioattivo, un metodo usato solitamente dai russi per eliminare nemici scomodi, come accade a Londra qualche anno fa.

La domanda che rimane senza risposta è: perché occorre alimentare a tutti i costi i presupposti per  una guerra in grado di trascinare il mondo verso un terzo conflitto mondiale?

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