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Speciale InformAzione: La rivolta della Madonna, giorno 5

Il Ministero dell’Interno supporterà a chi pacificamente intende protestare nel rispetto delle leggi, ma non consentiremo che le nostre città vengano messe a fuoco e le forze di polizia proteggono le istituzioni. Nelle parole di Alfano si legge tutta la fermezza e la preoccupazione per la rivolta che sta crescendo e non ha dei leader riconosciuti. Ma quali sono le facce presenti in piazza?

Per capire i volti della protesta, dobbiamo necessariamente passare da Torino dove la protesta è più dura: nella stessa piazza trovate rappresentanti di estrema destra e dei centri sociali, ultras di Juventus e Torino, pensionati, studenti, immigrati, disoccupati, gente che fa la fila alla Caritas per un pasto caldo e vuole urlare con tutta la rabbia il proprio odio verso la politica. Chi organizza blocchi spontanei invita la gente a scendere dalle macchine e gli automobilisti, anche se per soli 10 minuti, solidarizzano mentre se i sindacati delle forze dell’ordine si affrettano a smentire il sostegno nei confronti dei manifestanti, a telecamere e microfoni spenti, poliziotti, carabinieri e finanzieri si chiedono se vale la pena difendere istituzioni proclamate illegittime.

Se i protettori delle istituzioni guardano in faccia i manifestanti e si chiedono chi stanno proteggendo e per quale motivo, è chiaro anche al governo Letta che prendere sottogamba la questione potrebbe essere fatale. Non c’è un leader riconosciuto o un gruppo guida, Mariano Ferro nonostante abbia coordinato la fase iniziale tende a stemperare il suo ruolo ma nei volantini che vengono lasciati per spiegare il perché della protesta, si leggono i presupposti di un golpe di piazza:

l’obiettivo della protesta dei Forconi è far dimettere il Parlamento senza alcuna trattativa, a costo di insediare un comitato diretto da militari durante la fase di transizione. Provocazione o esagerazione di piccoli gruppi? A causa della modalità di protesta, non è possibile capire se si è trattata solo di una uscita isolata o si tratta di uno degli obiettivi comuni che dalla Sicilia al Piemonte unisce la protesta. La tensione è destinata a salire dopo il voto di fiducia atteso nella giornata di oggi al governo Letta, mentre il Movimento Cinque Stelle e Forza Italia tende una mano alla piazza e cerca di acchiappare parte dei consensi, motivo per cui dopo gli appelli di Beppe Grillo alla polizia di rivoltarsi contro il palazzo, Berlusconi ascolterà alcuni rappresentanti degli autotrasportatori.

Formalmente, la protesta dovrebbe terminare domani ma le serrate si continuano a susseguire, con negozi e supermercati costretti a tenere le saracinesche abbassate. La protesta non sembra volersi fermare ma si capirà di più in base alle risposte dei partiti, pesantemente chiamati in causa in questi giorni a fornire una risposta concreta. I Forconi parlano di inizio della fine, Letta alla Camera parla di nuovo inizio, non resta che aspettare per capire chi avrà ragione.

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