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Speciale InformAzione: La rivolta della Madonna, giorno 7

Minacce, distinguo e blocchi alla frontiera. Si riassume così la sesta e la settima giornata di protesta in tutta Italia mentre è atteso l’intervento di Angelino Alfano alla Camera per fare il punto della situazione. E’ anche ufficiale la notizia secondo cui gli 007 italiani sarebbero stati sguinzagliati in piazza per cercare di capire chi sono gli appartenenti dei gruppi più organizzati e violenti, protagonisti di minacce a commercianti a cui è stato intimato di tenere chiusi i negozi. L’epicentro della lotta più dura da Torino si sposta al confine dove già oggi si segnalano nuovi blocchi alla frontiera con Ventimiglia. Divide et impera, questa la strategia di Alfano per spezzare sul nascere la protesta.

Da Nord a Sud la litania è sempre la stessa: appena uno dei manifestanti viene avvicinato tende a rimarcare di non appartenere al Movimento dei Forconi, o se ci si trova al sud, si rimarca che non si ha nulla a che fare con chi anche a Genova ha bloccato per alcuni minuti i trasporti lungo la linea ferroviaria. Scattano i primi arresti mentre le forze dell’ordine, grazie alle numerose telecamere installate, stanno passando all’identificazione e agli arresti dei protagonisti dei gesti più violenti e non solo.

L’allerta di infiltrazioni eversive era chiaro sin dall’inizio, è il prezzo di una protesta diffusa a macchia d’olio ma che fatica a trovare una rappresentanza, senza la quale è difficile avviare un confronto. L’obiettivo rimane quello di far uscire tutti i Parlamentari considerati ormai illegittimi ed andare a nuove elezioni, argomento che interessa molto Movimento Cinque Stelle e Forza Italia che con Silvio Berlusconi e Beppe Grillo si giocano la carta dell’avvicinamento a distanza, per cercare di far confluire la rabbia di piazza verso le loro file, ma invano.

Il servizio d’ordine per le proteste più robuste, proprio a Milano e Torino è ancora carente e l’arrivo di frange più estremiste dentro i cortei è solo una questione di tempo. A difficoltà, cercando di capire le prossime mosse di quello che sicuramente può essere definito Movimento 9 dicembre, i vari gruppi locali attendono solo di saldare le varie frange di protesta per poi confluire in massa verso Roma, mossa attesa per la prossima settimana.

Scena che evoca ricordi infausti e che tutti, tra inviti alla calma, infiltrazioni destabilizzanti e scetticismo di chi guarda la protesta da fuori, vorrebbero evitare. Tutti, tranne chi in questi giorni sta manifestando per ottenere qualcosa che ha perso negli ultimi 20 anni.

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