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Avete mai pensato a Facebook come un parassita energetico? Ecco come funziona*

Facebook è stato costruito ed è diventato un potente “eggregora”, un non-luogo che si nutre del tempo delle persone. Quanti di voi possono negare di aver più volte provato una irragionevole energia dovuta alle emozioni forti durante le interazioni con altri individui su Facebook ?
Possiamo usare lo strumento in un modo saggio oppure farci usare dallo strumento. A noi la scelta, che forse purtroppo abbiamo già fatto, se scelta si puo’ chiamare.

Cos’è un’eggregora?

Convergenza psicologica di un gruppo che genera un’entità ideale o fisica si vuole che derivi dal greco: [gregoreo] vegliare, vigilare. Forse dal latino: [ex] fuori e [grex] gregge, gruppo. Chiariamo che si tratta di una parola propria dei temi dell’occulto e dell’esoterismo, la cui etimologia può essere solo approssimata; chiariamo anche che fenomeni simili all’eggregora sono osservati dalla sociologia e dalla psicologia sociale, ma ripuliti da connotati mistici. La suggestione di fondo dell’eggregora è che un pensiero intensamente partecipato da un gruppo di persone, così come un sentimento, possa generare un’entità autonoma, una concrezione di quel pensiero o di quel sentimento. Pensiamo ad esempio alle figure letterarie del mostro che viene generato dalla paura, o alla soggettività che acquisiscono concetti come quello di nazione. L’idea di un’eggregora collegata etimologicamente alla vigilanza è tipicamente esoterica: vengono in considerazione creature o atmosfere protettive chiamate a vegliare o a sorreggere il rito occulto; invece l’etimo latino che vuole l’eggregora collegata a qualcosa di prodotto dal gruppo si trova più in linea con le dinamiche confermate dalle scienze psicologiche e sociali – pensiamo ai fenomeni di isteria di massa, o alle allucinazioni collettive. Più semplicemente, l’eggregora si può pensare come il tentativo di attribuire una personalità, una forma, all’informe nuvola di pensieri e sentimenti condivisi intensamente da un gruppo: quell’atmosfera che permea l’aria, che invita tutti allo stesso sentire in una fluida comunione.

Il pensiero psicotico all’interno della Piattaforma è incessante dovuto alla “discussione interiore” leggendo un commento o reagendo ad un post ect.
E il pensiero psicotico incessante inibisce l’Atto, riducendo la nostra energia ad un temporaneo deposito da versare all’interno dell’Eggregore Facebook.

Il problema, diversamente dai precedenti social network, è che Facebook ha raggiunto una copertura enorme nel mondo con la creazione di identita’ e pensieri; questo non in termini di numero di persone collegate (non solo almeno), ma in termini di attività (mentale).L’uso ossessivo-compulsivo ( il pensiero psicotico è incessante dovuto alla “discussione interiore” leggendo un commento o reagendo ad un post ect.) crea inconsciamente e aumenta il “potere” dell’ eggregora in modo che diventi una propria identità  che deve essere nutrito
E con le App trojan di Facebook presente negli SmartPhone? Ciò ha aumentato e intensificato il numero di messaggi e commenti. In realtà il problema non è il contenuto del commento, ma è l’atto stesso di commentare. Il commento è caricato con l’energia vitale che è rivestito con lo stato della persona. Mentre lo si legge questa energia vitale è in trasformazione e si trasferisce nel lettore.

Le emozioni co-creano le sensazioni fisiche. Esse sono la risposta del corpo al nostro modo di pensare. Il nostro modo di pensare, si basa sull’analisi del mondo esterni e dei suoi impulsi ed a sua volta dipende dal nostro sistema di credenze. 
La “mente” interpreta costantemente le stimolazioni esterne.Ed è per questo che , spesse volte, la mente mente.

Avete mai visto cosa fanno le persone con il loro telefono, ovunque? Il telefono è sempre a portata di mano, ed ogni volta che non sai cosa fate ti basta tirarla fuori e semplicemente guardarlo. Più il tempo usate quel  dispositivo più l’ eggregora si carica.
Cosa notate ? E’ non è un movimento compulsivo e automatico ? Se lo chiedi ti fanno notare che aspettavano un sms, guardavano l’orario, volevano vedere se era ancora in tasca.

Le foto, le immagini, il pensiero,i tuoi sfoghi, di tutto il mondo è li’ … è potenzialmente una planetaria commedia delle maschere!!
E’ costruito in maniera geniale, si tratta di qualcosa di ben computato e perverso, creato per alimentare il vostro ego e la vostra personalità anche di più. E ci troviamo tutti a dire ” io sono meglio, gli altri coglioni”. Tutto ruota intorno alla necessità di attenzione e considerazione, al limite del vampirismo, sia interno nei confronti di se stessi e per se stessi, ed esterna della necessità di essere notato e approvato.Mettiamo le foto migliori, rubiamo citazioni, aforismi , e li spacciamo per nostri, creiamo una rete di “amici”/banda da scagliare contro qualcun’altro o qualcosa per spuntare sempre più in alto rispetto a chissà cosa poi.

E l’apparenza regna sovrana in un mondo in cui l’ego è misurato dal conteggio dei “like” e dei commenti, tanto da arrivare a usare script e “scambi di iscrizione” per aumentare in maniera truffaldina quel conteggio messo in bella mostra come se più alto sia il numero più considerazione di se si ha.Facebook non ha un impatto “solo” nel creare una mega banca dati sulla “gente del mondo”, ma il sistema è strutturato in modo che le sue regole sono imposte su di voi e non vi rendete conto che cosa sta facendo a livello psicologico, sociale ed emotivo (è vero cibo!).FaceBook, per la maggior parte delle “personalità a stampino” si comporta come un parassita che porta lontano da te “le cose”, specialmente l’Atto...e ti dà l’illusione di ricevere visiblita’, approvazione e coinvolgimento.

In un articolo apparso su The Atlantic . Danvers, cittadina del Massachusetts nota per essere stata, alla fine del Seeicento, teatro del famoso processo alle «streghe di Salem» si parla di una particolare isteria di massa dovuta a Facebook.
Gli studenti della Essex Agricultural and Technical School, che hanno cominciato a mostrare tutti gli stessi sintomi di una malattia inesistente ma che, attraverso la «psicosi» generatasi su Facebook, tutti hanno pensato di aver contratto, sviluppando sintomi reali.
Un caso simile è avvenuto nel 2011 anche a Le Roy, cittadina nello stato di New York, diventato uno dei primi esempi di come l’isteria di massa trovi terreno fertile proprio sui social media.
Entrambi i casi sono finiti nei libri di psicologia e sociologia.

E, chiedo di nuovo, quanti di voi possono negare di aver più volte provato una irragionevole produzione di sentimenti forti e contrastanti durante le interazioni su Facebook ?

Di nuovo, il pensiero psicotico è incessante dovuto alla “discussione interiore” leggendo un commento o reagendo ad un post ect.
E il pensiero psicotico incessante inibisce l’Atto, riducendo la nostra energia ad un temporaneo deposito da versare all’interno dell’Eggregore Facebook.

Possiamo usare lo strumento in un modo saggio oppure farci usare dallo strumento. A noi la scelta, che forse purtroppo abbiamo già fatto.

*Articolo originale: http://lagrandeopera.blogspot.it/2013/09/facebook-il-grande-eggregore-parassita.html

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2 risposte a “Avete mai pensato a Facebook come un parassita energetico? Ecco come funziona*”

  1. Pienamente d’accordo. Ma se lo si sa usare puoi trovare un sacco di notizie dal mondo alle quali non avresti accesso. a me serve solo per questo ma è vero che puoi anche comunicare con amici veri che non vedresti mai…solo che manca il tempo. By BY

  2. FB è solo un algoritmo informatico che permette di creare una casella elettronica dove scrivere i nostri pensieri e le nostre ricerche. Questa casella la possiamo rendere visibile a coloro che diano la possibilità di accedervi oppure a tutti quelli che accedono a fb. con questo sistema FB si crea un patrimonio di informazioni ed immagini che può commercializzare o mettere a disposizione del mondo della sua rete. In più ha un infinità di notizie sui suoi iscritti da utilizzare con la pubblicità. Gli utenti sono come le mucche per gli allevatori ne ricavano latte formaggi carne e anche pellame. Gli utenti si appagano con le emozioni e la speranza di trovare l’araba fenice.

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